29 MAGGIO 2015

LA VERIFICA SISMICA NEL CASO DI VARIAZIONE DELLA CLASSE D’USO

1. PREMESSA

Si tratta del caso in cui vi sia da parte di un committente pubblico o privato, la richiesta di destinare un edificio esistente o una sua parte, ad una funzione riconducibile a quelle delle classi d’uso III o IV, come definite nelle Norme Tecniche per le Costruzioni, anche senza la previsione di eseguire opere strutturali; oppure, in generale, del caso in cui vi sia un cambio di classe d’uso “in aumento”. Ciò si verifica, ad esempio, quando per un fabbricato avviene il cambio di destinazione d’uso da edificio residenziale (classe d’uso II) ad attività scolastica (classe d’uso III) o emergenziale (classe d’uso IV), oppure da normale edificio industriale (classe d’uso II) a locale di pubblico spettacolo (classe d’uso III) e anche, ad esempio, da destinazione agricola (classe d’uso I) a residenziale.

In generale, il cambio di destinazione d'uso, comporta la necessità di dotare gli edifici delle caratteristiche tecniche ed impiantistiche essenziali per la loro corretta gestione ed in ottemperanza alle norme vigenti (ad esempio nei confronti della prevenzione incendi, degli aspetti igienico-sanitari, della sicurezza degli impianti elettrici, ecc. ). Nel seguito, invece, si tratta di ciò che riguarda la sicurezza statica e sismica.

In particolare, le vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni di cui al DM 14/01/2008, nel caso di cambio della classe d’uso (in aumento) impongono innanzitutto la valutazione della sicurezza ovvero la determinazione dell'entità massima delle azioni che la struttura è capace di sostenere con i margini di sicurezza richiesti dalle norme, ovvero il grado di sicurezza stabilito come il rapporto tra l'azione sismica massima sopportabile dalla struttura e l’azione sismica massima che si utilizzerebbe nel progetto di una nuova costruzione. Se tale rapporto (che rappresenta la “percentuale di adeguamento”) è inferiore all’unità significa che l’edificio non è in grado di soddisfare il livello di sicurezza previsto dalle norme.

A valle della valutazione della sicurezza, è possibile stabilire se:
- l’uso della costruzione possa continuare senza interventi;
- l’uso debba essere modificato (declassamento, cambio di destinazione e/o imposizione di limitazioni e/o cautele nell’uso);
- sia necessario procedere ad aumentare o ripristinare la capacità portante.

Il caso di interesse, è quello per cui a fronte di un “esito negativo” (più o meno marcato) della suddetta valutazione della sicurezza si intenda comunque utilizzare l’edificio (o la porzione di esso) senza limitazioni nell’uso. Pertanto, scopo del presente documento, è quello di dare risposta ai seguenti due quesiti.
– A fronte di una valutazione della sicurezza sismica per cui si riscontri una percentuale di adeguamento inferiore all’unità, in quali casi è possibile che l’uso della costruzione possa continuare senza interventi?
È possibile definire un livello di sicurezza minimo accettabile di riferimento, per i diversi casi?


Tecnolab Ingegneria ○○●○○


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