04 DICEMBRE 2014

NUOVE NORME TECNICHE - CAPITOLO 8: COSA CAMBIA PER LE COSTRUZIONI ESISTENTI


Di Gianluigi Maccabiani

A detta degli esperti, il cambiamento maggiore nelle Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni approvate in data 14/11/2014, non ancora in vigore, riguarda il capitolo 8, cioè quello dedicato alla verifica degli edifici esistenti. L’argomento è noto e complesso: le difficoltà sono insite nel fatto che nelle costruzioni esistenti le situazioni concretamente riscontrabili sono le più diverse ed e quindi impossibile prevedere regole specifiche per tutti i casi.

Un primo cambiamento sembrerebbe riguardare la verifica delle fondazioni esistenti: nelle nuove norme (al paragrafo 8.3, relativo alla valutazione della sicurezza) si prevede l’obbligo di eseguire tale verifica soltanto nei casi in cui:
sussistono condizioni che possano dare luogo a fenomeni di instabilità globale;
nella costruzione siano presenti importanti dissesti attribuibili a cedimenti delle fondazioni o dissesti della stessa natura si sono prodotti nel passato;
siano possibili fenomeni di ribaltamento e/o scorrimento della costruzione per effetto: di condizioni morfologiche sfavorevoli, di modificazioni apportate al profilo del terreno in prossimità delle fondazioni, delle azioni sismiche di progetto;
siano possibili fenomeni di liquefazione del terreno di fondazione dovuti alle azioni sismiche di progetto.

A guardar bene, tale obbligo era già presente nella Circolare applicativa delle NTC 2008 (C8.A.5.11), con le seguenti differenze:
nella costruzione siano presenti importanti dissesti di qualsiasi natura attribuibili a cedimenti delle fondazioni o sia stato accertato che si siano prodotti in precedenza;
gli interventi progettati comportino sostanziali alterazioni dello schema strutturale del fabbricato;
gli stessi interventi comportino rilevanti modificazioni delle sollecitazioni trasmesse alle fondazioni;
siano possibili fenomeni di ribaltamento della costruzione per effetto delle azioni sismiche.


Per verificare la sussistenza delle condizioni indicate, le nuove norme stabiliscono che il progettista potrà o meno svolgere indagini specifiche sul volume di terreno e sulle fondazioni stesse, secondo il suo personale giudizio: anche se ad una prima lettura tale specificazione potrebbe sembrare una novità, nella sostanza non lo è, ma rappresenta soltanto il solito richiamo alle responsabilità del progettista, sempre presente nelle NTC.

La differenza è dunque rappresentata dall’introduzione esplicita dell’obbligo (come sopra indicato) di verificare che non sia possibile il manifestarsi del fenomeno della liquefazione. Naturalmente, questa prescrizione così espressamente riportata nella norma porterà in generale ad un aggravio delle condizioni per gli interventi sulle costruzioni esistenti. Ma probabilmente, anche questo obbligo è già contenuto nelle attuali NTC 2008, anche se appunto non esplicitato.


Forse, quindi, la vera novità per le fondazioni risiede nell’aver precisato, nel successivo §8.4, che “per gli interventi di miglioramento e di adeguamento l’esclusione di provvedimenti in fondazione dovrà essere in tutti i casi motivata esplicitamente dal progettista, attraverso una verifica di idoneità del sistema di fondazione in base ai criteri indicati nel §8.3”. Verifica esplicita quindi, contrariamente a quanto previsto attualmente nelle NTC 2008, che consentono di non intervenire sulle fondazioni nei casi già richiamati sopra. E questo rappresenta un ulteriore aggravio per gli interventi sulle costruzioni esistenti.

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Al seguente link è possibile scaricare l'anteprima delle modifiche alle nuove NTC e la Circolare del CNI a commento delle stesse:
www.tecnolabingegneria.it/extra/normativa-opere-strutturali/01-norme-tecniche-per-le-costruzioni-1

Ing. Gianluigi Maccabiani – Tecnolab Ingegneria ○○○○